Sembra un fine settimana come gli altri in casa Priore: il sabato passa con Rosa affaccendata nella preparazione del suo famoso ragù, ma nelle sue movenze s'indovina un certo nervosismo accentuato da quello del marito Peppino che la rimprovera per ogni minima cosa e che se la prende con chiunque gli capita a tiro: con il figlio che si confida con il nonno invece che seguire i suoi consigli, con la figlia Giulianella che si litiga con il fidanzato, con la zia Memè che tormenta il figlio con inutili cure mediche...Insomma il clima familiare si sta surriscaldando al punto che è inevitabile l'esplosione che avverrà il giorno dopo soprattutto nei confronti di un estraneo alla famiglia il vicino di casa il ragioniere Luigi Ianniello, che con la moglie è stato invitato per il pranzo domenicale. Il ragioniere, senza secondi fini ma proprio per il suo naturale carattere espansivo e amichevole, frequenta casa Priore con una certa invadenza ma mostrandosi sempre amico di Peppino e particolarmente affabile verso la padrona di casa. Ed è proprio il ragioniere la causa dell'improvvisa e imprevista scena che mette in opera Peppino sconvolgendo e mandando all'aria il pranzo della domenica. La moglie sconvolta dalla scenata di gelosia, che è rivolta soprattutto a lei e che è il risultato delle incomprensioni che si sono accumulate e che hanno minato il rapporto della coppia, viene colta da un leggero malore. Assistita dalle cure premurose dei familiari passa la giornata domenicale mentre Peppino sconsolato e amareggiato, pentito da quanto ha fatto e detto, addolorato per aver causato il malessere della moglie, si sente incompreso da tutti. Arriva finalmente il lunedì: la famiglia Priore con animo più tranquillo riflette su quanto è accaduto il giorno prima e capisce che in fondo il motivo che ha fatto nascere il litigio della coppia è l'amore che ancora li unisce. Marito e moglie alla fine si dicono quello che finora hanno tenuto nascosto nei loro animi e dal chiarimento rinasce il ricordo del loro amore che ancora li terrà uniti.
La Compagnia teatrale nasce nel 1993, fondata a Napoli dall'attuale presidente Angelo Germoglio con il nome di "Senz'arte né Parte", nel 2007 si rifonda e si ricostituisce cambiando struttura organizzativa e nome trasformandosi appunto in "LUNA NOVA". Scopo principale della Compagnia è di diffondere e promuovere l'arte, la cultura teatrale e laddove possibile svolgere anche una funzione sociale. La compagnia è iscritta alla UILT, Unione Italiana Libero Teatro.
L'interesse verso questa nobile disciplina artistica spinge i componenti a studiare continuamente per cercare di migliorarsi e crescere artisticamente e culturalmente, partecipando a corsi e stages formativi, con artisti, attori, registi e docenti di teatro di fama internazionale.
La compagnia ha quindi frequentato corsi di formazione riguardanti: il corpo, la voce, movimenti scenici, ritmo, commedia dell'arte, maschere e maschera di Pulcinella, scherma teatrale, acrobazia teatrale, dizione, teatro di Cecov, Goldoni, Campanile, Eduardo, Viviani, Miller, Fayad, Shakespeare, Ionesco, teatro dell'anima, teatro povero di Grotowsky, trucco, luci, musica popolare e ballo.
Durante questi anni di attività teatrale la Compagnia si è resa utile anche nel sociale, cercando di aiutare e supportare le associazioni di volontariato che assistono i più bisognosi: (Pensionati, AIRFA, Atassia, Associazione Nazionale Sordomuti, Talassemici, Croce Rossa Italiana, igiene mentale, case di accoglienza, Granello di Senape, Telefono Speranza, Associazione IDEA, Camper della Solidarietà, Associazione Do No [DOLORE NO]).
La Compagnia ha collaborato con il Comune di Napoli per la realizzazione di "ESTATE A NAPOLI" nei quartieri. E' iscritta nell'albo delle associazioni del Comune di Napoli e della Regione Campania. La compagnia fa parte del teatro libero napoletano ed è iscritta alla UILT nazionale.
Nonostante le difficoltà di mezzi e la mancanza di aiuti da parte di enti ed istituzioni, la compagnia ha realizzato spettacoli teatrali di un certo impegno economico, realizzativo ed artistico, spingendosi a rappresentare anche fuori regione.