Un tempo nei piccoli borghi, il quieto scorrere della vita veniva a volte squarciato dall'arrivo della Compagnia dei Comici dell'Arte. Canti, lazzi, urla e sconcezze, invadevano le strade che, d?un tratto si popolavano di gente accorsa a vedere quegli attori e quelle attrici che viaggiavano su carretti scassati, in groppa a cavalli azzoppati, se non addirittura sui muli. Molto spesso non erano neanche attori, ma semplici manigoldi che tentavano di sbarcare il lunario con ogni mezzo. Dall'arrivo inaspettato nel borgo, da quest'irruzione imprevista e vitale, parte lo spettacolo della Compagnia Artificio, tratto da un canovaccio seicentesco di uno dei maggiori esponenti della Commedia dell?Arte italiana, Tiberio Fiorilli. Attraverso le vicende di una compagnia di Comici dell?Arte, viene raccontata in maniera mirabile il perenne conflitto che oppone l?artista ai potenti, "del loro ruolo nella società e della funzione sociale del Teatro".
L'azione si svolge alla fine del XVI° secolo a Sfessanìa, un immaginario paese governato da una dispotica regina che costringe gli abitanti a vivere nella più completa indigenza spremendoli con esose tasse, necessarie per acquistare costosi medicinali al figlio gravemente malato da una perenne malinconia.
Mentre a tutto questo si oppone il funambolico Mast'Aniello (Salvatore Ungaro), un ribelle dal carattere vulcanico che aizza il popolo contro i soprusi della Regina (Pina Sarno), lottando per la libertà, a Sfessanìa un bel giorno arriva una compagnia di commedianti napoletani, con il capocomico Puliciniello Cetrulo (Nicola Piccolo), sua moglie Culumbrina (Samantha Elisio), e l'attor giovane della compagnia l'astuto Trastullo (Sergio Bologna).
Nel continuo rovesciamento dei ruoli si snoda l'azione, che sprigiona una forte carica di comicità, invitando nello stesso tempo alla riflessione sul ruolo dell?artista e del teatro nella società di ogni tempo. A inframmezzare l'azione scenica, ci sono le canzoni popolari originali del Cinquecento, finché, con la morte della tiranna, la chiusura assume i toni fastosi e caricaturali da "opera dei pupi" e la vicenda si conclude felicemente col trionfo dei commedianti, in un esilarante gioco dello spettacolo nello spettacolo.
La regia è di Nicola Piccolo, mentre gli splendidi costumi sono stati creati da Giorgio Bagnoli, estroso costumista dell'Opera Academy di Verona.
Interpreti: Nicola Piccolo, Samantha Elisio, Sergio Bologna,
Salvatore Ungaro, Pina Sarno, Orsola Santoro, GianMarco Ungaro
Scene: Sergio Bologna
Costumi: Giorgio Bagnoli
Tecnico suoni e luci: Riccardo Terbio
Regia: Nicola Piccolo